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La moratoria delle costruzioni è nei fatti: solo il Comune non se ne accorge Stampa
Scritto da Marco Italia   
Venerdì 25 Giugno 2010 09:01

Qualche mese fa, mentre scrivevamo il programma elettorale di Segrate Nostra, mettevamo quale punto qualificante la "moratoria delle costruzioni"; in estrema sintesi quello che volevamo e proponevamo era che per almeno cinque anni a Segrate non si mettesse in piedi più alcun nuovo mattone a tutela delle ultime aree verdi rimaste.
Il motivo di questa scelta è presto detto: i cittadini di Segrate, in buona parte emigrati da Milano per trovare una casa circondata da verde, fresco e silenzio, non meritano di trovarsi a vivere tra pochi anni in una città che della metropoli prenderebbe solo gli svantaggi (inquinamento, traffico, isola di calore, affollamento, ecc.) senza goderne alcuno dei vantaggi (servizi sotto casa, trasporti comodi, negozi di vicinato, ecc.).
Le elezioni purtroppo non ci hanno premiato e spiace ora vedere che il nuovo PGT, almeno per quello che si può capire dalle informazioni che arrivano dall’Amministrazione in carica, non solo non prevede uno stop alle costruzioni, ma addirittura, tra quanto già autorizzato e gli sciagurati nuovi insediamenti abitativi previsti nel golfo agricolo, mette in conto di portare la popolazione dagli attuali 35mila abitanti ad oltre 51mila.
E ciò è ancora più grave in quanto, senza che la stessa Amministrazione dia conto di essersene accorta, lo scenario sta cambiando molto velocemente tanto che basta girare per il paese (a piedi o in bicicletta, magari) per rendersene conto.
Alcuni indizi sono illuminanti: il complesso Boffalora/Santa Monica è fermo (tre palazzi costruiti e non completati, senza servizi), a Segrate Village abbiamo assistito pochi giorni fa alla protesta dei lavoratori edili che da qualche mese non prendono lo stipendio (perché?), nella zona dell’area denominata "Vecchia Olghia" c’è in piedi solo un palazzo dei numerosi previsti, delle nuove torri approvate tra la Cassanese e la via San Rocco da qualche mese si vedono solo grandi movimenti di terra e nient’altro.
In più, per fare un altro esempio a caso, girando la sera sempre nella via San Rocco, sono quasi più gli appartamenti che si vedono disabitati rispetto a quelli che si vedono con le luci accese, creando il sospetto che molti ancora siano i locali invenduti. E anche negli uffici di Milano Oltre pare non si stia meglio.
Insomma: la "crisi del mattone" c’è e non se l’è certa inventata Segrate Nostra o una qualunque delle liste che alle scorse elezioni chiedevano su questo terreno di fermarsi lasciando il verde segratese in pace per un po’.
I riflessi per la nostra città sono molteplici ed evidenti: si consuma il suolo - o se ne ipoteca in modo definitivo il consumo - senza che ci sia una reale richiesta di abitazioni o uffici; gli operatori edili che hanno iniziato ad investire si ritrovano senza acquirenti con enormi rischi di fallimento; molte persone hanno anticipato soldi per acquistare case che non vedono costruite o terminate; c’è il rischio che gli insediamenti che il nuovo PGT andrà ad autorizzare peggiorino la situazione per quelli che, ormai già avviati, oggi stentano a decollare.
Una saggia amministrazione dovrebbe cercare di mettere mano a questa delicata situazione, magari proteggendo le attività economiche già avviate (e di riflesso, i cittadini che in esse hanno investito) senza aggiungere almeno per qualche anno inutile concorrenza; quel che si vede, al contrario, sono nuove speculazioni edilizie degne dei migliori anni sessanta che vengono ammantate di motivazioni che – basta leggere "lentamente" le affermazioni pubbliche dell’assessore alla partita – appaiono tanto ridicole quanto inconsistenti.
Ancora una volta Segrate Nostra non intende in alcun modo avvallare i progetti che l’Amministrazione comunale in carica intende portare avanti e farà di tutto, assieme alle altre forze politiche della minoranza, per contrastarle proponendo idee alternative.
Insomma: la nostra idea della moratoria delle costruzioni è tutt’altro che sepolta.

Marco Italia per Segrate Nostra